TUTTIICOLORIDELLANIMA

UNO, NESSUNO E CENTOMILA...diceva Pirandello...se ci fermiamo a pensare, quanti esseri diversi possiamo essere nella nostra vita!
mercoledì, 18 novembre 2009

SOUL CAKE

stingIn una triste epoca nella quale i crocifissi 'pesano' come  e più di un kalashnikov, mi é piaciuto mettere proprio questa bella immagine di STING..
Tra l'altro, a parte l'indiscutibile beltà del soggetto in anni giovanili, io non so come si faccia a considerare esecrabile l'esposizione di un UOMO (anche se così lo potrebbero considerare coloro che appartengono a religioni differenti dal cristianesimo) che, in questa posizione, a me personalmente riesce a dare solo una tragica idea di massima fragilità,  quella di un essere indifeso ed esposto a qualsiasi angheria (come effettivamente é stato).
Lo so, altri hanno usato questo simbolo per scusare la propria cattiveria, avidità, esecrabilità. Non so se sono particolarmente ingarbugliata a livello mentale, ma il crocifisso mi da' anche l'impressione di somigliare all'impugnatura di una spada...facciamo tuttavia una piccola considerazione; bisognerebbe modificarne la verticalità e usarlo in orizzontale..come per dire..se lo teniamo rivolto verso il Cielo ci conduce alle cose di Lassù e se invece lo posizioniamo diversamente lo possiamo usare come arma!?! Un'opinione, come tante altre.
Solito girigogolo di parole per parlarvi di una canzone tratta dall'ultimo album di STING che mi ha molto colpito. Si intitola SOUL CAKE. Secondo me somiglia a una sorta di Christmas carol, cioé, a una di quelle filastrocche natalizie cantate dai bambini che, anche nella mia mai dimenticata campagna veneta, se ne andavano nei giorni precedenti il Natale a cantare in giro per le case per guadagnarsi qualcosina da mangiare.
Ora i nostri bimbi sono grassi e pasciuti di merendine e TV e il sano giretto all'aria aperta di dicembre non lo fanno proprio più; chissà, forse sarà proprio per questo che questa canzone mi attrae. Mi ricorda i tempi che furono. In effetti, anche se si riferisce a una simile tradizione anglosassone, secondo la quale i bambini andavano a bussare alle porte dei ricchi nei giorni dei morti per ottenere un SOUL CAKE (dolce delle anime) in cambio di preghiere per i morti, non posso fare a meno di ricordare che, quando ero bambina, succedeva così anche dalle mi parti. In verità, dopo aver suonato il campanello, le note sprecate erano gran poche, poi si sentivano le risa e i ragazzetti giravano al largo...non ricordo che mamma gli desse nemmeno una fettina di panettone...beh, vabbé, all'epoca non si soffriva la fame...era giusto per stare fuori e andare a seccare le famiglie semi-appisolate con una-due-tre squillate di campanello..dopodiché..gambeeee:-((
Bello però il pensiero di STING di dedicare un intero album all'INVERNO; stagione mille volte bistrattata che però ha anche, a parer mio, delle indiscutibili qualità. Rivaluta la necessità del riposo, della tranquillità, del piacere di stare insieme...
postato da annalisaeffe alle ore 13:39 | link | commenti (16)
categorie: musica, attualità
venerdì, 13 novembre 2009

LE MANI

stanca

Anni fa ho fatto le mie primissime esperienze teatrali con degli altri genitori di bambini che erano a scuola con mio figlio. Oltre a esserci divertiti un sacco e ad avere fatto in modo che anche i bambini si divertissero parecchio al vedere i loro genitori nei panni di personaggi stravaganti, ho avuto modo di capire una delle caratteristiche fondamentali del teatro: l'agire in gruppo, come se si fosse una famiglia. Ricordo che una volta abbiamo dovuto cambiarci tutti in un camerino improvvisato nella palestra..un freddo bestia! E poi mi sono messa a ridere in faccia a un mio amico perché, quando si é tolto i pantaloni (per indossare gli abiti di scena...cosa credete!) aveva le gambe secche secche....Da allora di tempo ne é passato. Il teatro l'ho perso, l'ho recuperato e poi mi ha lasciata segnata, per sempre. Il motivo é semplice: mi ha aiutato a cambiare molti punti di vista.
Uno di questi é: non ho più paura a toccare una persona!
Troppo facile dare la colpa alla famiglia bacchettona, molto mi viene anche dal carattere e, sicuramente, dalle esperienze successive. Ho capito tardi (ma non troppo, per fortuna) quanta importanza può avere 'toccare' una persona...ricordo mio padre affranto a funerale di suo fratello. Volevo accarezzare il suo braccio per farmi sentire 'vicina', ricordo che ho esitato molto ma, grazie a Dio, poi ho appoggiato la mia mano sulla manica della sua giacca e ho capito subito che gli ho fatto 'bene'. Quando ero in collegio, freddo e solitudine mi hanno fatto capire quello che faccio tuttora: accarezzo i miei figli, anche se grandi, quando magari sono sul divano a vedere la TV...senza insistenza, quasi distrattamente per non essere considerata 'invasiva', ma lo faccio come per dire 'ci sono e ti voglio bene'. Qualche giorno fa, sempe a teatro, ho dato un paio di calorose pacche sulle spalle a un mia amico dicendogli 'Ma sei tutto intartarughito..su con quella schiena!", e lui, che è sempre abbastanza incupito, mi ha sorriso con riconoscenza.
Certe paure sono solo scemenze, vanno semplicemente eliminate. Le mani ci servono per fare mille cose ma, ricordiamolo, sono un grande mezzo per comunicare solidarietà, attenzione, comprensione, affetto.
Sono più che convinta che tante storie, familiari e di coppia, prendano pieghe che, col tempo, si fanno irreparabili proprio perché  nonostante le occasioni avute, non si é capita l'importanza di far sentire la propria vicinanza, quel calore che esce dall'anima  e vuole avvolgere l'altro di quanto c'é di più bello in noi. Senza quell'assurda paura di sembrare 'strani' o 'deboli' o 'stupidi' o 'goffi' o..quel che é peggio ancora, dei 'perditempo'!   
postato da annalisaeffe alle ore 21:28 | link | commenti (19)
categorie: vita, sentimenti
martedì, 10 novembre 2009

I TRAN-S-IMPATICI

JOEgwChi mi segue sa che ho un debole per l'epoca elisabettiana e per il teatro. Ricordo perfettamente che il mio grande prof che mi fece il secondo anno di letteratura inglese mi stupì molto quando mi disse che, all'epoca di Shakespeare, non c'era il senso della 'storia' per cui che ne so, se un'opera teatrale era ambientata nell'antica Roma (pensiamo ad es. al periodo nel quale é ambientato Antonio & Cleopatra) gli attori rimanevano agghindati negli abiti dell'epoca elisabettiana, per non parlare della scenografia, che era nuda ed essenziale e affidata, per lo più, a delle simbologie ricorrenti (la luna ad es. era rappresentata da un uomo che recava una fascin sulle spalle e una lanterna in mano perché questo é quanto gli antichi intravedevano nelle 'ombre' lunari). Se poi pensiamo che le parti femminili erano affidate agli uomini...penso che davvero, ad uno spettatore moderno, quel marasma di accostamenti sarebbe parso come minimo indigesto. Chi ha visto Shakespear in love,  forse ricorda gli enormi sforzi della protagonista femminile (G. PALTROW) per entrare a far parte del cast che deve agire sulla scena.
Piccola annotazione che mi ha fatto sorridere, sono andata sul solito Wikipedia per vedere da quando la donna entra, a tutti gli effetti, a far parte del teatro e vedo che la prima volta é successo a Venezia:-)), nel '600. Se posso, aggiungo anche una precisazione su cosa significava 'attrice' prima che questa parola avesse a che fare col teatro vero e proprio. In pratica si trattava di una donna colta che faceva compagnia agli uomini non tanto per il classico scopo (il solito sesso) ma proprio come compagna 'intellettuale'...pensando alla scarsa attenzione per la cultura al femminile nei secoli scorsi, c'é da affermare che si trattasse di una vera rarità!
Riporto da Wikipedia:

...Nel passato, il termine attore era riservato agli uomini. Le donne iniziarono a recitare solo nel XVII secolo, e allora si iniziò ad usare il termine attrice. Nell'antichità e nel Medioevo, era considerato disdicevole per una donna salire sul palcoscenico e questa percezione continuò sino al XVII secolo, quando a Venezia fu interrotta. Al tempo di William Shakespeare, le parti femminili erano interpretate da uomini o ragazzi, sebbene vi sia qualche elemento per sospettare che vi fossero donne che recitavano (illegalmente) mascherate da uomini....

Tutta questa bella introduzione per arrivare a dare una pennellata di leggerezza alla questione che ora va per la maggiore. Con la scusa dei recenti fatti che hanno visto come protagonisti calciatori e politici, i TRANS sono venuti alla ribalta come non mai. Lasciando da parte vari ed eventuali approfondimenti sessual-attuali che non sono nelle mie corde,  invece vorrei ricordare la grande simpatia di molti attori uomini quando, appunto vestono i panni femminili. L'ottimo Panariello nello spot Wind quando fa la Signora Italia mi ricorda tanto una mia zia, Andrea Roncato, quando faceva  'la mamma' era un personaggio simile e molto ben disegnato, che pure mi ricordava la stessa zia o comunque una bella fetta delle signore di una certa età da me conosciute. Robin Williams é meraviglioso nei panni di Mrs. Doubtfire, per non parlare di D. Hoffman in Tootsie....tutti uomini che, quando alla fine si rivelano essere 'maschi' mi infondono una enorme tenerezza e mi fanno capire quanto di bello (e di molto nascosto) spesso c'é, appunto nell'animo maschile.
Per una risata, lascio qui un link, tratto da un programm RAI del lontanissimo 1958, con UGO e RAIMONDO...e scusatemi se é poco!!

http://www.youtube.com/watch?v=gMZBUkMcyUg

postato da annalisaeffe alle ore 09:34 | link | commenti (14)
categorie: vita, teatro, considerazioni, tv
sabato, 07 novembre 2009

ELOGIO DI UGO

fantozzi2Qualche giorno fa mi é capitato di ridere di gusto perché, mentre stavo guardando su SKY un vecchio flm di Fantozzi, ho ricevuto la telefonata di un mio amico che, essendo romano, ha aggiunto aneddoti su aneddoti a vari personaggi e ambientazioni che fanno parte della saga fantozziana...del tipo..che colui che interpretava la famosa Mariangela era un suo vicino di casa e che la mamma di costui era estremamente fiera che il figlio fosse stato preso per la parte (alché io ho pensato 'ogni scarrafone é bello a mamma sua':-)). Abbiamo entrambi concordato che, dietro a tante risate provocate da situazioni portate all'estremo dal  bistrattato ragioniere, ci sia stata sempre e comunque una buona dose di intelligenza e un ottimo spirito di osservazione. Leggo su Wikipedia che Paolo Villaggio, che lo ha interpretato per anni, l'aveva fatto diventare il protagonista di un libro nato dalla sua vera esperienza di impiegato all'Italsider. Tra l'altro (udite..udite!!) sembra che Villaggio abbia anche vinto il PREMIO GOGOL perché il suo libro aveva stravenduto in Unione Sovietica!!

Ricordo che quando ero ragazza ho sempre affermato che i film di Fantozzi mi piacevano ma allora, specie tra i giovani, devo dire che non era in voga affermare cose simili e c'era chi storceva il naso, probabilmente perché Fantozzi non é  mai stato né bello, né impegnato. ..Eppure, io sono sempre stata tanto stravagante da pensare che, se qualcuno dovesse mandare un'immagine di noi umani su qualche altro pianeta, avrebbe dovuto mandare anche una bella cassetta con Fantozzi. Si fa presto a ridere delle sue vicissitudini, in fondo, per certi versi, é una specie di Paperino in formato umano, tante sono le sfortune che lo perseguitano...ma come si fa a non essere colpiti dalla grande dose di umanità che sta dietro a certi episodi, se non a tutti, come una specie di sottile ma perenne fil rouge?

C'é umanità nel suo grande senso di amicizia verso quell'altro scarambolato di Filini, oppure  nel suo rapporto con la moglie, quella Pina che continua a volergli bene nonostante la sua apparente mediocrità della quale é fin troppo facile ridere. E' umanissimo (e coraggiosissimo) quando finalmente sbotta contro il regista alternativo e bolla come 'cagata pazzesca' il noiosissimo film russo sulla corazzata Potiomkin; é tenero e dolce quando s'impegna a riconoscere il (finto) erede che la Silvani dice di aver concepito con lui tre anni prima (!?!) in quel di Cortina (scusa che serve a lei per ottenere i soldi per darsi un'aggiustatina dal chirurgo plastico)...infine, é identico a tutti i mariti di questa terra quando accende la TV per vedere la partita della squadra del cuore e azzera ogni attenzione verso il mondo esterno....

Mi piaci UGO...hai sempre subito con grande dignità tutte le disgrazie che ognuno di noi avrebbe voluto evitare...in pratica,come succede in una scena famosa nella quale fai da parafulmine, hai preso su di te i pochi pregi e i tanti difetti, le molte paure e le rare ma coraggiose alzate di testa che fanno parte della vita dei più.....e anche se non ho le braccia abbastanza lunghe per abbracciarti perché nel frattempo ti é cresciuta a dismisura la pancia, ti mando un baciotto per la tua grande simpatia: kiss kiss!!!

postato da annalisaeffe alle ore 16:01 | link | commenti (14)
categorie: cinema, vita, sentimenti, attualità, tv , cinema&personaggi
martedì, 03 novembre 2009

Come una carezza

foglie

Leggera, inaspettata,

 mille volte attesa

e infinite altre volte

semplicemente sognata,

mi sei arrivata addosso

come pensiero sospeso

che finalmente ha trovato una forma

come fantasma tante volte intravisto

che

imprevedibile

  torna alla vita

 

Una semplice foglia

 

tra mille altre

proprio in quel momento

proprio sul mio viso,

portata dal vento

e scivolata

tra la fronte e le palpebre

quasi come lacrima

a ricordarmi

una notte davanti al mare

un abbraccio che non voleva finire

una voce sommessa

una luna troppo curiosa e troppo chiara

che a dire il vero  quasi disturbava…

e poi parole e passi e baci

e silenzi e paure

…e dubbi

tutti frammenti d’un fragile amore

che ha preteso di vivere

impavido e solo

senza strutture

senza futuro

e

ora

anche senza di te...

 

postato da annalisaeffe alle ore 21:09 | link | commenti (15)
categorie: poesia, sentimenti
venerdì, 30 ottobre 2009

CAPPOTTO & GIORNALE

metroCappotto e giornale, distinto, sui 50 o poco più, il 'signore' individua il ragazzo, si ferma, gli chiede qualcosa.

"Scusa, mi sai indicare come devo fare per prendere la metro?"

"Guarda, lì sulla destra, ci sono delle scale. E' l'entrata più vicina."

Quindi, il ragazzo fa per proseguire per la sua strada, ma quello, il signore elegante, continua con altre domande:

"Sei uno sportivo?"

Silenzio

"Che numero di scarpe hai?"

"43"

"Lo sai? Se vuoi potresti guadagnare 500 euro al giorno..conosco delle ragazze..."

A quel punto il giovane, sgomento, chiude il discorso:

"Mi avevi chiesto della metro e io ti ho già risposto...ora basta!"

Dialogo, avvenuto 2 gg fa, a Milano, tra la stazione e la metro.  

postato da annalisaeffe alle ore 21:42 | link | commenti (31)
categorie: figli, attualità
martedì, 27 ottobre 2009

GIORNALISTA? SI, ALMENO CREDO...

fabio fazio

Ricordo che quando ero bambina mia nonna ce l'aveva un po' col mitico Ruggero Orlando che, tutte le volte che si collegava da New York sembrava il messo di un mondo che i più non avrebbero mai visto. Visto che lui aveva i capelli più bianchi dei suoi, la nonna probabilmnte sperava che fosse un po' in là con gli anni per cui la classica battuta che diceva tutte le volte che lo vedeva era: "Ma xeo uncora al mondo?"
In realtà poi lei se ne andò ben prima di lui, mentre invece il buon Ruggero, assieme ad altri 'mitici' quali Sandro Paternostro, Tito Stagno, Piero Angela, Ugo Zatterin, Mario Pastore, Jader Jacobelli accompagnarono per anni le ore di noi italiani dedicate alla cosiddetta informazione.
Adesso di spettacoli di vario genere dove l'informazione si infila in mezzo a chissà quante altre opzioni di quello che oramai é conosciuto come trash televisivo ce ne sono a bizzeffe. Io, a dire il vero, non guardo moltissimo la TV. Il perché é facilmente spiegato. Non mi piacciono, anzi, non sopporto quei 'giornalisti' (ma si chiamano così?) che aggrediscono i loro interlocutori oppure, peggio ancora, prima li interrogano e poi li zittiscono ad arte quando vedono che il discorso va a parare oltre quello che loro hanno previsto.
Non é così Fabio Fazio. Che sia di parte, é ovvio, visto che purtroppo le Tv sono tutte politicamente lottizzate come si suol dire, ma a me non interessa questo. Il suo lavoro lo sa fare molto meglio di altri ,a parer mio. Talvolta seguo la sua trasmissione CHE TEMPO CHE FA e spesso trovo che intervista in modo interessante, garbato, arguto ma rispettoso le persone che gli stanno davanti. Allo stesso tempo, invece di porre domande perché alla fine l'intervistato si senta destinato a cadere in un fosso, per così dire, semmai attua l'azione contraria, cioé se fa una domanda poi pretende (giustamente) che gli si risponda o perlomeno ci prova....
In mezzo a un mare di arroganza, di urli e di parolacce, di insulti e querele, almeno un po' di buon discutere, uno scambio  d'opinioni, un 'allargare' la nostre povere menti ormai ridotte ad accontentarsi sempre più spesso di magri spettacoli zeppi di fuori onda infarciti di asterischi e biip!
postato da annalisaeffe alle ore 21:31 | link | commenti (23)
categorie: attualità
sabato, 24 ottobre 2009

AMBRA CHIARISSIMA

womaninred

Ambra chiarissima nei tuoi occhi vivaci
Resina antica testimone di momenti fugaci
Finestra di un’anima tante volte lontana
Di cui mai conoscerò fino in fondo la trama
 
Il grano silenzioso scrutava  dita leggere
Che si posavano sulle righe di un libro
Mentre leggevi e volevi farmi capire
Quello che tu solo eri riuscito a sentire
 
Di quelle parole nulla ricordo
Avrei solo voluto fare una foto
fissare il tempo
E rinchiuderlo nella mente
Per allontanare il grigio di ogni insensato presente
 
                                                        Quando un desiderio diventa realtà
                                              Speri solo che duri oltre la sua fragile immensità
 
Ambra dolcissima d' uno sguardo distante
Perso nei meandri d' un tempo ormai stranito e cangiante
Dove anche il grano che danzava muto e lento
E' ormai solo l’ esausto frammento
D’ un pomeriggio d’estate… lontano e senza vento


P.S.: girando alla ricerca di immagini mi é capitato di trovare questo dipinto con una madama che mi somiglia....se non fosse per il vestito che non é di mio gusto, potrei pensare che chi l'ha dipinto mi conosce!!!
 
 
 
 
 
 
 
postato da annalisaeffe alle ore 22:14 | link | commenti (16)
categorie: poesia
martedì, 20 ottobre 2009

VENESSSIA..FOR EVER

lino%20toffoloEccolo qua il LINO TOFFOLO (lasciato volutamente l'articolo davanti al nome perché mi piace così)...chi si ricorda la réclame di qualche anno fa per una famosa marmellata alla TV??? S.**** LA FRUTTA A PEZZETTONIII!
 Giorni fa mi stavo prendendo il caffé in pasticceria quando, non avendo interlocutori, mi sono messa a sbirciare Il Gazzettino e ho ritrovato l'articoletto che il buon Lino ci tiene ormai da anni. Un veneto doc, di quelli direi di cui il WWF dovrebbe conservare gelosamente le caratteristiche: indolente, ironico, goffo,  bonaccione, tirchione, allegro ma con una profonda vena di realistica amarezza. Mi sono messa a ridere quando diceva che i veneti non hanno i muscoli della mascella adatti per dire la 'Z', per non parlare di altri problemucci connessi con la 'S' e la 'SC' e, da qui: PISSA, PISSICOLOGO, SPUSSA e SIENSIATO (traduco per i +: PIZZA, PSICOLOGO, PUZZA, SCIENZIATO). Ne so qualcosa io che, nonostante mi sia capitato di vivere ormai da anni al di fuori del natìo Veneto, tuttavia ho scoperto che ho la 's' e la 'z' sibilanti a tuttoggi:-((...e vabbé...me li tengo!
Caratterista, cabarettista e ora anche regista, se vi interessa vi lascio qui il link alla sua gustosa biografia:
http://www.linotoffolo.com/?page_id=2

Se la sua ironia, un po' amara é la stessa che ritrovo anche in me quando scrivo (sarà per via del cielo spesso uggioso delle nostre parti? Proprio quello che quando si incontra col colore del mare sembra che non voglia straniarsi troppo da quel costante e familiare richiamo acquatico? Mah!) é  anche vero che il buon Lino mi fa venire in mente il mio carissimo zio Beppi (Giuseppe).
Lo zio era sempre a far turni in stabilimento a Mestre e poi, appena libero, via col suo magico Ape, dove, prima di tornare a casa dalla moglie e dai 5 figli, caricava di tutto. Roba di stagione, eh..sempre freschissima, i NAS non avrebbero avuto niente da ridire: radicchio, funghi, rane, vongole, pesce ammazzato..ehm.. con qualche leggera bombetta...l'importante era arrotondare la cena... e dopo non era finita e magari te lo ritrovavi a casa sua, a lavare le cozze dentro un mastello. con un trapano (si!) per far turbinare l'acqua. E a cosa servivano mai gli inventori: lui era l'unico e il primo che risolveva sempre tutto con estrema semplicità...e la domenica, quando andavo a trovare le mie cugine che avevano circa la stessa età, quando tornava dal bar mi portava sempre le pastine! Persona magica!

postato da annalisaeffe alle ore 14:41 | link | commenti (18)
categorie: ricordi
sabato, 17 ottobre 2009

INCROCI PERICOLOSI

 

 

dubbiMi é capitato utimamente di cogliere delle riflessioni di persone amiche, sia uomini che donne, e ho riscontrato, nelle loro parole, una grande sofferenza e, al tempo stesso, una sorta di pesante incapacità di uscire dall'impasse nella quale si sono venuti a trovare. Capita a volte, nella vita, che si incontri una persona, che si scopra che i suoi lati più belli, che appaiono di solito quasi subito, sono proprio quelli che ci attraggono e di cui, proprio in quell'esatto momento, noi abbiamo bisogno. Allora si prova a pensare che il destino, una volta tanto, ci sia stato benevolo e che finalmente ci abbia concesso proprio quello che si desiderava. Poi però, fatalmente, inesorabilmente e senza colpa alcuna da parte di chi vorrebbe mantenere il più a lungo possibile in pugno una situazione simile, poi, dicevo, succede l'imprevisto. Ed é allora che scopri che un 'quid' apparentemente banale, della stessa potenza di quello che ci ha fatto incrociare la nostra vita con quella dell'altra persona, ebbene, uno stesso minuscolo 'quid', uno spostamento minimo dell'ago della bilancia, fa cambiare tutte le carte in tavola, fa mutare ogni prospettiva,anche la più innocente, la più sincera, la più benevola. E dopo? Si rimugina, si prova a cercare di capire cosa si può avere sbagliato, cosa cavolo il destino ci ha voluto buttare addosso senza che lo meritassimo..e poi ancora si scopre che forse il problema, quello fondamentale, quello che rimane, é solo questo: ci sono persone di due categorie, quelle che hanno il RISPETTO come logica indistruttibile nella loro testa e in ogni cosa che fanno e coloro che invece non conoscono il significato profondo di questa parola. E purtroppo, quando capita che esponenti delle due categorie si incontrano, alla fine c'é sempre qualcuno che ne esce ammaccato.           

postato da annalisaeffe alle ore 14:50 | link | commenti (24)
categorie: vita, sentimenti

Chi sono

Utente: annalisaeffe
Nome: annalisa fracasso
A parte una ormai polverosa laurea in inglese grazie alla quale ho insegnato brevemente, ho svolto per anni un normalissimo lavoro da impiegata. Ho famiglia e due figli. Da qualche anno ho cominciato a frequentare corsi teatrali e a scrivere. Ho pubblicato quattro libri: TRE DI ME (racconti) BUCCE D'ACINO (romanzo) CUOR DI BRIOSSSHHH (autobiografia ironica a episodi) AMICO CARLO (rivisitazioni goldoniane) - ultima novità! In fase di stampa IL LABIRINTO D'ACQUA, thriller 'onirico' o giallo/rosa, come preferite! Se vi interessano i miei libri, sarò felice di spedirveli con sconto SPLINDERFRIEND e dedica, naturalmente! Lasciare messaggio in PVT!!! IL MIO SITO: www.annalisafracasso.com http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=387294614 Locations of visitors to this page Segnalato da Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web

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